Industry 4.0

BellaFactory diventa 4.0

Cosa si intende con Industry 4.0?

Se intendiamo Industry 4.0 come il nuovo paradigma che vuole sfruttare le opportunità che le nuove tecnologie offrono alle Aziende e al suo Manufacturing, allora possiamo pensare ad Industry 4.0 come ad un moltiplicatore di capacità

Non si tratta di una singola soluzione, ma di un ventaglio assai ampio di tecnologie digitali che formano un numero pressoché infinito di combinazioni con i possibili campi di applicazione.

Quali sono le opportunità e le sfide che le PMI italiane devono affrontare per rimanere competitive?

Le analisi condotte nei paesi più avanzati – afferma il Prof. Sandro Trento -  ci suggeriscono che i risultati dell’Industria 4.0 in termini di produttività, di innovazione, di competitività possono essere colti solo se avvengono almeno tre cambiamenti simultanei: adozione delle nuove tecnologie; cambiamento dei modelli organizzativi e dei processi aziendali; miglioramento significativo della qualità della forza lavoro”.

La semplice introduzione di nuovi macchinari (per quanto avanzati, per quanto intelligenti e auto-controllati) non è sufficiente a trasformare il modo di funzionare delle singole aziende e delle filiere produttive. Vanno ripensati e riprogettati i processi produttivi per consentire da un lato un vero controllo decentrato sulle tecnologie, sui prodotti, sulla qualità; e dall’altro per dialogare davvero con tutta la filiera produttiva (fornitori, società di servizio, clienti etc.). 

BellaFactory 4.0 supporta le imprese nel processo di digitalizzazione.

Il programma di certificazione della qualità dei processi produttivi, BellaFactory, è volto proprio a diffondere le nuove pratiche produttive, organizzative e di lavoro.

Introdurre il programma BellaFactory 4.0 nelle aziende può aiutare a strutturare e definire una roadmap digitale: è indispensabile identificare i gap che si vogliono chiudere costruendo una roadmap chiara e un business case che dimostri chiaramente la sostenibilità economico-finanziaria (digital assessment), considerando tutte le possibili direzioni di integrazione (orizzontale, verticale e i nuovi modelli di business) – Se il progetto Industry 4.0 non fa lievitare la produttività è consigliabile evitare sprechi di tempo e di denaro.

La nuova area del Programma BellaFactory denominata Industry 4.0, vuole indagare il livello di digitalizzazione raggiunto e i potenziali di miglioramento a cui la fabbrica può affacciarsi, grazie all’ausilio delle nuove tecnologie e della cultura digitale; questo per dare un significato ancora più olistico al concetto di sostenibilità all’interno della fabbrica, con la valutazione di aspetti di organizzazione del lavoro e di ergonomia che vanno al di là dei meri aspetti tecnici e tecnologici.

Industry 4.0 è un concetto e un approccio alla gestione che abbraccia l'intera azienda e non solo il singolo stabilimento, nell'introdurre questa nuova area abbiamo quindi valutato quali potessero essere gli elementi di Industry 4.0 che maggiormente hanno impatto e significato all'interno di una fabbrica.

Industry 4.0 si concentrerà sugli elementi che effettivamente sono controllabili e gestibili dalla singola fabbrica e che abbracciano l’area: dei Processi (programmazione e controllo della produzione, gestione flussi materiali, gestione e manutenzione impianti, ecc.), dell'Organizzazione e Cultura (responsabilità e gestione del cambiamento, comunicazione e condivisione delle informazioni, cultura e competenze, aspetto quest’ultimo fondamentale per l’introduzione e la sostenibilità del paradigma Industry 4.0), dell'Infrastruttura Tecnologica a supporto (con aspetti quali: gestione delle informazioni, misurazioni, rilevazioni e analisi dati, processi e organizzazione).

Per noi Industry 4.0 in azienda significa integrare soluzioni digitali note e consolidate in un modello operativo maturo (azienda costruttiva). Se il modello operativo è incompleto l’efficacia delle soluzioni digitali è molto circoscritta e il rischio di retrocessione è grande. 

L'Ing. Gabriele Caragnano: “Uno degli aspetti più interessanti è l’evoluzione del concetto di postazione di lavoro e di lavoratore: nel modello operativo Industry 4.0 si riduce fino ad annullarsi la differenza tra operaio e capo. Il lavoratore è una figura più evoluta (e questo è uno degli elementi più critici della trasformazione), ha molta più discrezionalità decisionale, molto più controllo sulle fasi lavorative. Il modello operativo di fabbrica che nasce con la quarta rivoluzione industriale si basa essenzialmente sulla connessione a Internet (IoT) e sulla capacità di utilizzare la enorme mole di dati raccolti (grazie alle nuove tecnologie) per prendere decisioni molto più rapide e molto più accurate”.

Servono quindi modelli organizzativi nuovi, meno verticali, più orientati ai risultati, più articolati e decentrati e servono dipendenti in grado di prendere queste decisioni, di partecipare attivamente al processo. In questa logica vanno ridisegnate le stesse postazioni di lavoro.

La sfida, insomma, è molto più grande che non l’acquisto di una macchina avanzata.

Fondazione Ergo è impegnata nell’opera di sensibilizzazione e di diffusione di nuove pratiche aziendali tra le imprese italiane. Abbiamo avviato un programma di certificazione della qualità dell’organizzazione della fabbrica, che è volto proprio a diffondere le nuove pratiche produttive, organizzative e di lavoro. È altresì fondamentale che a fianco dei giusti incentivi all’acquisto delle nuove macchine, e degli investimenti in infrastrutture si avvii al più presto una sensibilizzazione sugli aspetti organizzativi e di formazione. 

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